Segretaria Pro

mercoledì 7 marzo 2012

Se le bugie hanno le gambe corte, le buone idee le hanno lunghe lunghe…

A piccoli passi, con qualche scivolone e qualche soddisfazione, si cresce!
Dopo una fase di rodaggio, verifica dei servizi, monitoraggio del mercato e della richiesta, arriva ora l’esigenza di uno luogo operativo adeguato.
Trovo abbastanza velocemente uno spazio che mi piace, un open space alle porte di Milano, comodo da raggiungere, vicino alla tangenziale, ben servito dai mezzi pubblici  e con tanto tanto parcheggio…Nei dintorni ci sono attività commerciali, hotel e residence, il  polo scientifico IEO, la clinica Humanitas e tutta una periferia industriale, potenziale risorsa di lavoro. Deciso, confermo.
Come vorrei questo ufficio? mi chiedo dopo la firma del contratto. Parto dal concetto di condivisione, dopotutto è la mission della mia attività! Desidero innanzitutto che diventi un punto di incontro, uno spazio aperto da condividere con clienti, professionisti itineranti e, perché no? Luogo di studio per le mie ragazze, così ,per non perdere il vizio di fare la mamma a 360°.
E poi, naturalmente, ci deve essere la mia zona operativa.
Rispolverando la mia vecchia professione di arredatrice, diventata ormai una passione, inizio a scarabocchiare qualche soluzione che mi permetta di suddividere gli spazi in maniera razionale.
Ricavo cosi’ una zona con due scrivanie operative (siamo in 2 adesso!) ed una zona destinata al co-working con un tavolo, una bella poltrona direzionale ed un piccolo tavolo riunioni per gli appuntamenti più informali.
Ecco qui!






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